Dal mare ai territori: la blue economy passa dalla portualità turistica

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Il mare non è soltanto paesaggio, turismo o economia. È un patrimonio da proteggere ogni giorno e, allo stesso tempo, una delle leve più strategiche per ripensare lo sviluppo dei territori costieri italiani.

È questo il messaggio emerso dal talk andato in scena ad Andora, dove Walter Vassallo, ideatore dei Blue Marina Awards, ha dialogato con Licia Colò, volto autorevole della divulgazione ambientale e del racconto del rapporto tra uomo, natura e territorio.

Al centro dell’incontro, un tema sempre più rilevante per l’Italia della Blue Economy: il ruolo dei porti turistici come infrastrutture di connessione tra mare, territori, imprese, comunità locali e nuove forme di turismo sostenibile.

Porti turistici e Blue Economy: una nuova centralità per i marina italiani

Per anni i porti turistici sono stati considerati soprattutto luoghi di ormeggio e infrastrutture tecniche al servizio della nautica. Oggi questa visione non è più sufficiente.

I marina stanno assumendo un ruolo molto più ampio: sono punti di accesso ai territori, piattaforme di accoglienza, presìdi ambientali, hub di servizi, luoghi di cultura del mare e strumenti di valorizzazione delle economie locali.

Una trasformazione che Forbes Italia ha recentemente raccontato nell’articolo dedicato al ruolo strategico dei porti turistici nella Blue Economy italiana, evidenziando come i marina siano ormai al centro di una nuova relazione tra turismo, sostenibilità, hospitality, innovazione e sviluppo territoriale.
Articolo Forbes

In questa prospettiva, il porto turistico non è soltanto un punto di arrivo per chi naviga. Può diventare il primo biglietto da visita di una destinazione: il luogo da cui scoprire l’identità locale, l’offerta turistica, le filiere produttive, la cultura, l’enogastronomia, il paesaggio e la qualità dell’accoglienza italiana.

Il ruolo dei Blue Marina Awards nella portualità turistica italiana

I Blue Marina Awards nascono proprio per rendere visibile, misurabile e concreta questa evoluzione.

L’iniziativa rappresenta un osservatorio privilegiato sull’evoluzione della portualità turistica italiana e accompagna porti e approdi turistici in un percorso di crescita fondato su criteri oggettivi, evidenze misurabili e indicatori di qualità.

Il modello dei Blue Marina Awards integra sostenibilità ambientale, transizione energetica, innovazione, digitalizzazione, inclusività, sicurezza, qualità dei servizi, accoglienza turistica e relazione con il territorio.

Non si tratta solo di raccontare ciò che i marina dichiarano di essere, ma di contribuire al passaggio dalla qualità dichiarata alla qualità verificata, valorizzando le realtà capaci di generare impatto positivo per il mare, per le comunità costiere e per l’intero sistema della Blue Economy.

“Il futuro della Blue Economy italiana passa anche dai porti turistici. Non possiamo più considerarli soltanto luoghi di ormeggio: sono infrastrutture strategiche per il turismo, la sostenibilità, l’innovazione e la valorizzazione dei territori. I Blue Marina Awards nascono per rendere questa trasformazione visibile, misurabile e concreta”, ha dichiarato Walter Vassallo.

La tutela del mare come responsabilità quotidiana

Il confronto con Licia Colò ha permesso di allargare lo sguardo a un tema fondamentale: la protezione del mare non può essere considerata una questione distante, specialistica o riservata agli addetti ai lavori.

La tutela dell’ambiente marino è una responsabilità quotidiana che coinvolge cittadini, operatori turistici, imprese, istituzioni, infrastrutture costiere e comunità locali.

Anche i porti turistici possono svolgere un ruolo decisivo in questa direzione, non solo attraverso servizi più sostenibili o infrastrutture più efficienti, ma anche come luoghi di educazione, consapevolezza, rispetto e relazione con l’ambiente.

“Il mare è una risorsa straordinaria, ma non infinita. Proteggerlo significa cambiare il modo in cui lo viviamo, lo raccontiamo e lo attraversiamo ogni giorno. Anche i porti turistici possono avere un ruolo importante, se diventano luoghi di consapevolezza, rispetto e relazione con l’ambiente”, ha sottolineato Licia Colò.

Andora, il Porto e il territorio

L’appuntamento si è inserito in un più ampio confronto dedicato al Porto di Andora e all’Italia della Blue Economy, con la partecipazione di Fabrizio De Nicola, presidente A.M.A., e le conclusioni del Sindaco di Andora, Mauro Demichelis, che ha consegnato a Licia Colò il Premio Azzurro.

Il talk ha confermato come i porti turistici possano diventare luoghi di connessione tra infrastruttura nautica, identità territoriale e sviluppo sostenibile.

In questo scenario, Andora rappresenta un esempio concreto di come la portualità turistica possa contribuire a costruire nuove narrazioni del territorio, mettendo insieme mare, ambiente, turismo, comunità locale e cultura dell’accoglienza.

Dai marina una nuova Blue Economy italiana

La nuova Blue Economy italiana non può essere pensata solo in termini industriali, tecnologici o infrastrutturali. Deve essere anche territoriale, accessibile, sostenibile e capace di generare valore diffuso.

I porti turistici possono diventare una parte importante di questa trasformazione: luoghi in cui la qualità dei servizi incontra la tutela del mare, l’innovazione dialoga con le comunità locali e il turismo nautico diventa leva di sviluppo per i territori costieri.

Dai marina può nascere una Blue Economy più concreta, più misurabile e più vicina ai territori: una Blue Economy capace di proteggere il mare e, allo stesso tempo, valorizzare l’Italia che dal mare vive, cresce e si racconta.

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