Grande partecipazione alla quinta tappa nazionale dedicata a energia pulita, tutela del mare e portualità turistica sostenibile. L’evento ha ottenuto un risultato molto positivo nel BESI – BMA Event Sustainability Index
La sostenibilità che si osserva, si sperimenta e, soprattutto, si misura. È questo il messaggio emerso dalla quinta tappa dei Blue Marina Awards 2026, ospitata dal Marina Cala dei Sardi e dedicata al tema “Marina Net-Zero: energia pulita, marina sostenibili e tutela del mare”.
L’appuntamento ha registrato una grande partecipazione, riunendo esponenti delle istituzioni, della ricerca scientifica, dell’industria nautica, delle aree marine protette, delle associazioni di categoria, delle reti portuali e dello sport velico.
Biometanolo, e-fuels, tutela della biodiversità, infrastrutture portuali sostenibili, innovazione tecnologica e sport a basso impatto sono stati i principali temi di una giornata costruita per individuare soluzioni concrete e modelli replicabili nella portualità turistica italiana.
«La transizione Net-Zero non si realizza attraverso dichiarazioni generiche, ma con dati, tecnologie e collaborazione. I marina possono diventare laboratori avanzati della nuova economia del mare», ha dichiarato Walter Vassallo, fondatore e presidente dei Blue Marina Awards®.
Cala dei Sardi, un marina immerso nel verde
A ospitare il confronto è stato uno dei contesti più suggestivi della portualità turistica sarda. Situato nel Golfo di Cugnana, tra Portisco e Porto Rotondo, Cala dei Sardi è un approdo galleggiante eco-compatibile inserito in un paesaggio caratterizzato dalla vegetazione mediterranea e da una forte integrazione tra infrastrutture nautiche e ambiente naturale.
La cura degli spazi verdi e l’allestimento dell’evento hanno contribuito a creare un’atmosfera particolarmente coerente con i contenuti della giornata.
«Cala dei Sardi dimostra che accoglienza, bellezza, innovazione e rispetto dell’ambiente possono crescere insieme e rafforzarsi reciprocamente», ha affermato Simone Morelli, fondatore di NSS Group.
SCART: quando i materiali di recupero diventano opere d’arte
A rendere ancora più significativo il contesto è stata la mostra “SCART – Il lato bello e utile del rifiuto”, presentata per la prima volta in Sardegna negli spazi verdi del Marina Cala dei Sardi.
Delfini, una balena, uno squalo, un polpo e un cavalluccio marino hanno accompagnato i partecipanti lungo un percorso espositivo dedicato agli animali del mare. Le opere sono state realizzate trasformando materiali di recupero come cavi elettrici, vecchi schermi, plastiche, giocattoli, catarifrangenti e componenti elettronici.
Promosso dal Gruppo Hera, il progetto SCART utilizza da quasi trent’anni il linguaggio dell’arte per raccontare l’economia circolare e mostrare come gli scarti industriali possano acquisire nuovo valore. Un messaggio perfettamente integrato con il tema della tappa: costruire una cultura della sostenibilità capace di partire dai materiali e arrivare alle persone, alle imprese e alle nuove generazioni.
Biodiversità e nautica: il confronto sul “Pianeta Acqua”
Moderati da Giacomo Bedeschi, direttore de La Nuova Sardegna, i lavori si sono articolati in quattro sessioni tematiche.
Il primo confronto, intitolato “Pianeta Acqua”, ha approfondito il rapporto tra nautica, biodiversità e aree marine protette, affrontando regole, opportunità e responsabilità legate alla fruizione del mare.
Tra i protagonisti Donatella Bianchi, giornalista RAI e volto storico di Linea Blu, insieme ad Albano Salis di Marevivo Sardegna, Yuri Donno, direttore del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, e Leonardo Lutzoni, direttore dell’Area Marina Protetta di Tavolara.
Il panel ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio sempre più avanzato tra tutela degli ecosistemi, accessibilità delle aree marine, attività nautiche e sviluppo economico dei territori costieri.
Biometanolo ed e-fuels per lo yachting del futuro
La seconda sessione è stata dedicata all’energia pulita e, in particolare, alle prospettive offerte dal biometanolo e dagli e-fuels per la decarbonizzazione dello yachting.
Il confronto ha coinvolto Aldo Carta, presidente di UniOlbia e direttore generale di CIPNES Gallura; Flavio Manenti, professore di Chemical Plants al Politecnico di Milano; e Simone Bruckner, direttore del Dipartimento Ricerca e Sviluppo di Sanlorenzo Yacht.
Ricerca scientifica, produzione energetica e applicazione industriale sono state messe in relazione per comprendere tempi, opportunità e condizioni necessarie a favorire l’introduzione di carburanti alternativi nel settore nautico.
La transizione energetica richiede infatti un approccio sistemico: non soltanto nuove tecnologie a bordo, ma anche infrastrutture, sistemi di distribuzione, standard condivisi e una collaborazione stabile tra industria, università, porti e istituzioni.
Marina sostenibili e rete dei porti
Uno dei momenti centrali della giornata è stato il panel dedicato a “Marina ecosostenibili e rete dei porti”, incentrato su infrastrutture, standard e possibilità di estendere le buone pratiche all’intero sistema della portualità turistica.
Il confronto ha riunito rappresentanti di ASSONAT-Confcommercio, ASSOMARINAS, Assonautica Centro Nord Sardegna e Rete Porti Sardegna, insieme a imprese e realtà specializzate in energia, digitalizzazione, infrastrutture galleggianti, sistemi di ormeggio e servizi tecnologici.
Sono intervenuti Antonello Gadau, Roberto Perocchio, Gianni Sale, Matteo Molinas, Riccardo Testoni, Mitja Petelin, Lorenzo Speranza, Roberto Zago e Fabio Legni, offrendo una rappresentazione ampia delle competenze necessarie per accompagnare l’evoluzione dei marina italiani.
«Mettere in rete le buone pratiche è il passaggio decisivo per trasformare la sostenibilità da esperienza isolata a standard condiviso dall’intero sistema portuale», ha sottolineato Antonello Gadau, vicepresidente di ASSONAT-Confcommercio.
Il confronto ha evidenziato come la sfida non consista soltanto nel realizzare singoli interventi innovativi, ma nel costruire modelli tecnici, organizzativi ed economici capaci di essere misurati, confrontati e replicati.
La vela come leva culturale e ambientale
La quarta sessione, dedicata allo “Sport a zero impatto”, ha approfondito il ruolo della vela nella costruzione di una nuova cultura del mare.
Il panel ha visto la partecipazione di Corrado Fara, presidente della III Zona della Federazione Italiana Vela, e di Gianfranco Bacchi, direttore generale di NSS Group e presidente dello Yacht Club Cala dei Sardi.
«La vela è una scuola naturale di sostenibilità: educa al rispetto del mare, crea comunità e permette di coinvolgere concretamente le nuove generazioni», ha dichiarato Corrado Fara.
«Cala dei Sardi vuole essere un luogo in cui nautica, sport, territorio e tutela ambientale diventano parte di un’unica visione», ha aggiunto Gianfranco Bacchi.
Lo sport è stato quindi presentato non soltanto come attività agonistica, ma come strumento educativo e sociale capace di sviluppare consapevolezza ambientale, partecipazione e senso di responsabilità verso il patrimonio marino.
Un risultato molto positivo nel BESI
Coerentemente con il tema “Marina Net-Zero”, anche l’impatto ambientale dell’appuntamento è stato misurato attraverso il BESI – BMA Event Sustainability Index, l’indicatore proprietario sviluppato dai Blue Marina Awards per valutare la sostenibilità degli eventi della Blue Economy.
L’analisi dei dati raccolti ha restituito un punteggio complessivo molto positivo, confermando la coerenza tra i temi affrontati durante la giornata e le modalità concrete con cui l’iniziativa è stata organizzata.
Il BESI restituisce un punteggio da 0 a 100 e integra tre differenti dimensioni:
- la CO₂ operativa, anche in rapporto al numero dei partecipanti;
- l’EPI – Environmental Performance Index;
- l’MQI – Mobility Quality Index.
Il sistema considera quindi la mobilità dei partecipanti, le emissioni operative e le principali scelte ambientali adottate nella gestione dell’evento, rendendo possibile il confronto tra le diverse tappe e il monitoraggio dei miglioramenti nel tempo.
Il risultato ottenuto a Cala dei Sardi rafforza uno dei principi centrali dei Blue Marina Awards: la sostenibilità non deve essere soltanto dichiarata, ma misurata attraverso dati e indicatori oggettivi.
Blue Marina Awards 2026: le prossime tappe
La tappa di Cala dei Sardi ha confermato il ruolo dei Blue Marina Awards come piattaforma nazionale di confronto, valutazione e miglioramento continuo della portualità turistica.
Non una semplice successione di eventi, ma un percorso che mette in relazione marina, istituzioni, università, industria, associazioni e territori per trasformare sostenibilità, innovazione, accoglienza, inclusività e sicurezza in elementi concreti di competitività.
Dopo Cala dei Sardi, il percorso 2026 proseguirà il 9 ottobre a Porto Cervo, prima della cerimonia nazionale del 21 ottobre a Roma.
Durante l’appuntamento conclusivo saranno conferiti i marchi Blue Marina Awards 2026 ai porti e agli approdi turistici che si sono distinti nel processo di valutazione oggettiva basato su KPI, evidenze documentali e verifiche, con il coinvolgimento di RINA quale ente terzo indipendente di verifica.
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