Marina Cala dei Sardi: incastonato nella Costa Smeralda tra sostenibilità, innovazione, accoglienza turistica e inclusività
Trampolino di lancio alla scoperta del territorio scolpito dal vento; oasi d’ormeggio green – su pontili galleggianti – sicura e confortevole grazie ad un innovativo sistema di ancoraggio ammortizzato dei moli (il primo adottato in Italia) che rende stabile anche quello frangiflutti.
Nel cuore del Golfo di Cugnana, dove il mare assume le sfumature di una laguna tropicale, sorge Marina Cala dei Sardi: più che un porto turistico, un ecosistema che vive in armonia con la natura circostante; non un’invasione ma un’estensione rispettosa di essa, nata e cresciuta in punta di piedi circa 15 anni fa, per iniziativa di Simone Morelli, ex ufficiale di Marina, appassionato di vela, col pallino per le sfide, anche imprenditoriali.
«Un luogo pensato per chi ha una barca e cerca un rifugio accogliente, ma anche per chi la barca la cerca e desidera lanciarsi alla scoperta di uno spicchio di Sardegna ricco di fascino, meraviglie, e storia» dice orgoglioso della sua creatura.
Alle porte della Costa Smeralda, tra Porto Rotondo e Portisco, Marina Cala dei Sardi non è solo un rinomato crocevia del transito estivo in uno dei contesti più suggestivi del Mediterraneo – a 16 chilometri dall’aeroporto di Olbia – ma anche un polo di eventi sportivi, culturali, musicali e gastronomici, svolti in collaborazione con le realtà locali, per creare un legame autentico col territorio.
Base-charter
Marina Cala dei Sardi è anche base di una nutrita flotta di barche e catamarani a vela e a motore (80) adibite al charter. Le unità da diporto sono di proprietà della società NSS Charter, guidata dallo stesso titolare del marina. Ovvero: sinergia armatoriale/portuale a chilometro zero.
L’offerta totale di posti barca è considerevole: 320 ormeggi disponibili per barche da 6 a 70 metri (pescaggio massimo di 7 m), con rituali dotazioni di energia elettrica, acqua e wi-fi a cui si aggiungono un ristorante interno e un servizio navetta per raggiungere le chicche del territorio, storiche, urbanistiche e gastronomiche. Un passepartout alla scoperta dell’entroterra: in pochi di minuti si raggiungono i siti della Gallura che raccontano la civiltà nuragica e i trascorsi di Olbia sul Mare: la Tomba dei Giganti (una sepoltura collettiva che con i suoi 28 metri di lunghezza è una delle più grandi della Sardegna), il Pozzo Sacro (realizzato per celebrare la divina delle acque), il Nuraghe di Rio Mulinu e poi… l’acquedotto romano di Olbia, il museo con i relitti di navi romane, il Castello di Pedres (costruito a scopo difensivo durante la dominazione Pisano Aragonese), solo per fare qualche esempio.
Un porto “blu” premiato per eccellenza
Non è un caso se Marina Cala dei Sardi ha ottenuto, anche nell’ultima edizione, il riconoscimento dei Blue Marina Awards, con una valutazione validata da RINA.
«I Blue Marina Awards – ricorda il suo ideatore Walter Vassallo – sono il primo programma dedicato ad accompagnare la portualità turistica in un percorso di valorizzazione per poter meglio comprendere e affrontare le sfide della blue economy in continua evoluzione. I Blue Marina Awards contribuiscono alla costruzione di una portualità turistica competitiva, sostenibile, innovativa, inclusiva. Ogni riconoscimento non è una medaglia, ma la conferma di un impegno concreto: quello di Marina Cala dei Sardi per un futuro del mare che sia più verde, più intelligente e più umano.»
In buona compagnia
Marina Cala dei Sardi ha conquistato, lo scorso anno, il vessillo insieme ad altri quattro approdi turistici (Cala Cravieu soc. coop., Centro Nautico Baia Levante di Falanga Natalino, Yachting Santa Margherita -Procida, Porto di Sperlonga) e 13 porti turistici (Marina Sveva, Marina di Porto Azzurro, Porto Cervo Marina Srl, P.T.C. Porto Turistico di Capri Spa Unipersonale, Azienda Multiservizi Andora Srl, Porto Turistico Marina Uno, Porto Turistico di Marina di Camerota, Venezia Certosa Marina, Porto Barricata, Marina Genova, Porto di Santa Teresa Gallura, Capo d’Orlando Marina, Bisceglie Approdi Spa Marina Resort). Tutte strutture meritevoli di focus su queste pagine. Lo faremo in progress.
Innovazione: tecnologia al servizio del mare
Riflettori, dunque, puntati ora su Marina Cala dei Sardi che oltre al ‘marchio’ ha ottenuto il premio speciale Innovazione: 3mila euro da spendere in una consulenza per ottimizzare l’accessibilità a chi è alle prese con problemi di deambulazione. Lo ha consegnato, sperimentando l’efficacia delle soluzioni già adottate, Marco Rossato, velista diversamente abile con un periplo d’Italia all’attivo, partner dei Blue Marina Awards per supportare porti e approdi turistici affinché possano essere sempre di più inclusivi.
Intanto – insieme alla gestione digitale degli ormeggi con possibilità di prenotazione on line – fa scuola il sistema di ammortizzatori di cui, messe al bando le tradizionali catene d’acciaio, sono dotati i pontili Breakwater. Si tratta di speciali ‘elastrometri’ progettati dalla finlandese Marinetek; finalizzati a smorzare in modo naturale il moto ondoso, assicurano totale stabilità e sicurezza, tanto che camminando sopra i pontili è difficile accorgersi che i piedi posino sopra una struttura galleggiante.
Basso impatto ambientale e relax
Sì, alla base della filosofia di Marina Cala dei Sardi c’è un principio semplice e profondo: ridurre al minimo l’impatto ambientale. E, con ciò, creare atmosfere piacevoli, soft. Il sistema di illuminazione, ad esempio, è a risparmio energetico: minimizza la dispersione luminosa, tutela la fauna marina, chiama al relax. L’alimentazione elettrica proviene in parte da fonti rinnovabili, mentre le pratiche di gestione dei rifiuti, delle acque nere e delle acque di sentina rispettano i più alti standard di eco-gestione. In caso di emergenze ambientali, la struttura dispone di procedure codificate per la gestione di sversamenti e inquinanti. Anche la scelta dei prodotti per la pulizia e la manutenzione segue criteri di biodegradabilità: ogni intervento tecnico è pensato per lasciare intatto l’ambiente che lo circonda.
La parte a terra è curata in ogni minimo dettaglio. Sono a disposizione servizi igienici e docce, il bar e, come detto, un ristorante che propone piatti tipici e di specialità di mare. A fare da cornice ai moli c’è Sky Frontemare, il green club immerso nel verde, dove abbandonarsi all’ascolto del mare.
Tariffe
Non esiste un listino fisso per i posti barca: la mappa dei prezzi è dinamica e ha come paramento di riferimento i metri quadrati di ingombro. Le tariffe vengono calcolate in base alla situazione del momento; ad esempio, se il porto è quasi pieno e ci sono pochi posti, la tariffa sale; se invece c’è molta disponibilità, il prezzo è più basso. Vengono considerate anche le condizioni meteo, il tipo di barca e gli eventuali sconti applicabili. Avendo come riferimento imbarcazioni di 40 piedi, monoscafi e catamarani, i prezzi oscillano – per i primi – dai 70 euro (in bassa stagioneI) e 130 (in alta stagione); per i secondi dai 90 ai 200 euro.
Offerte mirate e promozione del territorio
Non mancano offerte mirate verso un’utenza qualificata. Ad esempio quella per i membri del Club Lagoon che riunisce gli armatori di catamarani Lagoon (che sono parte della flotta adibita al charter): il Marina Cala dei Sardi applica in esclusiva la tariffa di ormeggio annuale per catamarani alle stesse condizioni dei monoscafi, e sui transiti offre uno sconto del 15 per cento. Nell’ambito dei rapporti speciali con il cantiere Lagoon, ma anche col Groupe Bénéteau (da cui provengono le altre barche per il charter), si sono recentemente collocati gli shooting ufficiali di presentazione dei modelli Lagoon Eighty2 e degli Oceanis 47 e 52. Le immagini e i video realizzati saranno utilizzati da Beneteau e Lagoon per la promozionemondiale dei nuovi modelli e, di riflesso, anche della Gallura, che diventerà protagonista in tutti i principali saloni nautici internazionali. «Si tratta di un’operazione di comunicazione dal valore straordinario – spiega Simone Morelli – che rafforza il ruolo della Sardegna, e in particolare del Nord Est, come polo strategico della nautica mediterranea».
In un’epoca in cui la blue economy si prepara a ridefinire il modo in cui viviamo e gestiamo il mare, questa marina dimostra che un porto può essere un habitat, un rifugio, un luogo d’incontro tra uomo e natura. E forse è proprio qui, tra le acque trasparenti di Cugnana e il profumo del mirto sardo, che il futuro del diporto ha già trovato la sua rotta.



