La sostenibilità dei marina entra nella fase adulta: meno slogan, più dati, investimenti e governance
La seconda tappa 2026 dei Blue Marina Awards, ospitata da Marina Uno in Friuli Venezia Giulia, ha segnato un passaggio significativo nel dibattito sulla portualità turistica italiana: la sostenibilità non può più essere trattata come un tema reputazionale, ma come una questione industriale, gestionale e strategica. L’iniziativa Blue Marina Awards, promossa con il partenariato istituzionale di Assonat-Confcommercio, continua a consolidarsi come spazio di confronto tra operatori, istituzioni e stakeholder impegnati nell’evoluzione sostenibile della portualità turistica italiana. Il punto emerso con maggiore chiarezza è che i marina stanno cambiando funzione. Non sono più soltanto infrastrutture al servizio della nautica da diporto, ma piattaforme territoriali in cui convergono turismo, energia, mobilità, ambiente, accoglienza, sicurezza e innovazione. Questa trasformazione richiede però un cambio di metodo. Non basta dichiarare attenzione all’ambiente, installare qualche servizio innovativo o comunicare genericamente l’impegno verso la sostenibilità. La nuova fase richiede dati, pianificazione, investimenti coerenti e capacità di misurare i risultati.“La sostenibilità utile è quella che entra nelle scelte gestionali. Se non modifica consumi, servizi, investimenti, procedure e rapporto con il territorio, resta comunicazione”, ha dichiarato Walter Vassallo, ideatore dei Blue Marina Awards.
Transizione energetica nei marina: dalla dotazione alla strategia
La tappa di Marina Uno ha affrontato come primo tema del dibattito la transizione energetica nei marina. Elettrificazione, ricarica, efficientamento, autoproduzione e comunità energetiche rappresentano opportunità concrete, ma non possono essere affrontate con interventi isolati. Il rischio, oggi, è confondere il simbolo con la strategia. Una colonnina di ricarica, da sola, non fa la transizione energetica di un marina. Serve conoscere i consumi, stimare la domanda futura, valutare la capacità della rete, integrare energia rinnovabile dove possibile e costruire servizi coerenti con l’evoluzione della nautica elettrica. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: la transizione energetica nei marina deve essere progettata. Non è una semplice dotazione da aggiungere, ma un’infrastruttura da integrare nel modello di gestione.Accoglienza e competitività: il marina come porta di accesso al territorio
Il secondo tema centrale riguarda l’accoglienza. Il cliente nautico contemporaneo non compra solo un ormeggio: cerca esperienza, efficienza, sicurezza, servizi digitali, connessione con il territorio e qualità nella relazione. Ma il marina non è più soltanto un’infrastruttura per chi arriva via mare. Può diventare anche per il turista costiero un luogo da vivere, un presidio qualificato del waterfront e un passaggio naturale tra mare e territorio. In questa prospettiva, il marina diventa un abilitatore di economia locale, capace di intercettare pubblici diversi e generare valore oltre la sola nautica da diporto. Il valore non si esaurisce dentro i pontili. Si estende a ristorazione, ospitalità, mobilità, escursioni, cultura del mare, servizi tecnici e filiere territoriali.“Il marina competitivo è quello che genera valore anche fuori dai propri confini fisici. È una porta di accesso al territorio, non un’infrastruttura chiusa su se stessa”, ha sottolineato Vassallo.
Ambiente e gestione: dalla buona pratica isolata al sistema misurabile
Il terzo punto riguarda l’ambiente. Gestione dei rifiuti, qualità delle acque, riduzione della plastica, uso di prodotti meno impattanti, monitoraggio ed educazione degli utenti sono ormai ambiti essenziali per i marina sostenibili. Anche in questo caso, però, la differenza la fa il metodo. La portualità turistica deve passare dalla buona pratica isolata al sistema gestionale. Deve poter dimostrare ciò che fa, documentarlo, confrontarlo e migliorarlo nel tempo. È qui che i Blue Marina Awards introducono un elemento di discontinuità: criteri oggettivi, verifiche documentali, benchmark e valutazione progressiva. Non un premio inteso come semplice riconoscimento, ma uno strumento per far emergere standard più avanzati nella gestione dei marina.BESI: misurare anche la sostenibilità degli eventi della Blue Economy
A rafforzare questo approccio è anche il BESI – BMA Event Sustainability Index, l’indicatore sviluppato dai Blue Marina Awards per misurare la sostenibilità degli eventi della Blue Economy. Il BESI combina emissioni operative di CO₂ per partecipante, qualità della gestione ambientale e mobilità dei partecipanti. La misurazione effettuata sulla tappa di Marina Uno ha restituito valori altamente performanti, dimostrando che anche gli eventi possono essere valutati con lo stesso criterio richiesto ai marina: meno dichiarazioni generiche, più dati verificabili.Assonat-Confcommercio: cultura gestionale, collaborazione e qualità progettuale
“È stato un momento di confronto particolarmente utile per approfondire e comprendere come la sostenibilità nella portualità turistica stia evolvendo da principio generale a leva strutturale di sviluppo e competitività. In questo contesto, i marina saranno chiamati ad assumere un ruolo sempre più strategico nei territori, integrando qualità dei servizi, innovazione, attenzione ambientale e capacità di generare valore economico e sociale. Il percorso avviato dai Blue Marina Awards conferma l’importanza di investire in cultura gestionale, collaborazione e qualità progettuale”, afferma Bruno Santori, Vice Presidente Vicario Assonat-Confcommercio.
La nuova fase della portualità turistica sostenibile
La call to action che arriva da Marina Uno è molto concreta. I marina devono iniziare a misurare meglio. Devono programmare investimenti energetici e digitali su base pluriennale. Devono costruire reti territoriali. Devono rendere verificabili le proprie politiche ambientali. Devono trattare l’accoglienza non come un servizio accessorio, ma come una componente strategica della competitività. La fase delle dichiarazioni generiche è finita. La sostenibilità della portualità turistica italiana entra ora in una fase più adulta: meno immagine, più governance; meno slogan, più dati; meno iniziative isolate, più sistemi integrati. I marina che sapranno interpretare questa trasformazione non saranno solo più sostenibili. Saranno anche più competitivi.Blue Marina Awards: un percorso per misurare e valorizzare l’eccellenza dei marina
I Blue Marina Awards nascono per accompagnare l’evoluzione della portualità turistica attraverso un percorso di valutazione, confronto e valorizzazione fondato su criteri oggettivi. L’obiettivo è contribuire alla crescita di marina sempre più sostenibili, innovativi, accessibili, sicuri e capaci di generare valore per i territori. Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sul percorso di partecipazione alla quinta edizione, visita bluemarinaawards.com.Partner Istituzionale

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